Mo’ ci siamo scocciate

Quando raccontiamo di come abbiamo preso parola, di come abbiamo trovato il nostro posto nel mondo, noi donne partiamo dalla nostra storia, dalle nostre radici e relazioni. So bene di non dire niente di nuovo ma lo ripeto volentieri, forte della conferma arrivata dai commenti al post dal titolo “Che c’è di male?Continua a leggere

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Il cesto dei panni sporchi

in un paese di montagna nel sud tre amici fanno il bagno nel fiume cercando di non essere scoperti ma alla fine vengono scoperti

lavandaie

Tore, Francesco e Michele erano andati a nuotare al fiume anche se era novembre. In quella pozza che l’acqua formava scendendo dalla cima della loro montagna, ci nuotavano meglio che in una piscina, dove comunque non erano mai stati. In paese la prima piscina fu costruita negli anni ottanta, quando Tore era già all’ Università.
Il fiume era tutto quello che avevano e loro andavano a nuotare tutte le volte che potevano, d’estate con, d’ inverno senza, il permesso delle mamme.
Quel pomeriggio si erano dovuti nascondere in fretta, accucciandosi dietro i cespugli sulla riva, per non essere visti dalla mamma di Tore, che arrivava camminando lentamente sul sentiero con la cesta dei panni sporchi in testa.
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Il senso dei luoghi

ricordo-di un posto significativo per me – fiume Arno – barcaiolo – Ugo Melania

arno_riglione

L’Arno vicino a Riglione

Ho iniziato a leggere un libro bellissimo, del 2004, Il senso dei luoghi di Vito Teti, Donzelli editore ecco il suo sito.

Ne trascrivo uno stralcio, che mi ricorda me stessa bambina.

“Non ricordo bene quando ebbi per la prima volta la sensazione che i luoghi avessero un loro senso, un loro sentimento, immagino sia accaduto molto presto nella mia infanzia. Nel paese della mia fanciullezza i luoghi avevano un nome, ed erano tutti speciali. Avevano un segreto. C’era il luogo delle fragole, quello dei funghi, il luogo delle castagne e quello delle ciliegie, il luogo dell’acqua e quello della sabbia. Ognuno intratteneva un rapporto particolare con un determinato luogo. Ricordo ancora il posto dove trovavo i funghi, o dove le castagne cadevano formando dei castelli, effimere opere d’arte.  Era un segreto tra me e quei luoghi. E gli altri bambini avevano i loro luoghi magici e misteriosi “.

A casa mia a Riglione c’era Surarno ( sull’Arno), l’argine. Da bambina, nei pochi momenti in cui sfuggivo al controllo di mia madre e mia nonna, entravo dall’ apertura nell’argine più esterno, con le scanalature per far entrare le cateratte di legno. Fuori, c’erano delle piccole scale per salire, dall’una e dall’altra parte dell’apertura segno che, pensavo, quando Arno è in piena, e gli uomini gli vengono a fare la veglia, usano queste scale per montare sull’argine e, da lassù, controllano meglio. Di là, prima di arrivare all’argine vero e proprio, c’era un sacco di spazio. Il prato era enorme, quando ero piccola, e pulito perchè c’era ancora il barchettaiolo, Ugo Melani. E, qualche volta, sono passata di là d’Arno.

“Chi sei? la figliola della Luana? la nipote di Omero? Va bene, ti faccio fare una giratina”.

Aveva una specie di timone, Ugo, ma tirava la zattera sulla quale stava in piedi, alto e magro e serio, tramite una corda tesa tra le due rive. Avevo paura, del fiume e di Ugo, ai grandi non si doveva dare fastidio, a chi lavorava ancora meno. Però era bello, là in mezzo.

 

 

Quando penso allo spreco penso anche a questo tipo di vicende

Intervista a Fabio Rocchi, a cura di Gilda Policastro Il servizio su Matrix l’ho visto per caso, rilanciato da un contatto Facebook: l’Albania come terra di conquista degli imprenditori italiani, affrancati dalla burocrazia infinita che da noi sembra paralizzare le attività. «Qui, al contrario, tutto funziona agilmente», dice un giovane esportatore di prodotti toscani. Relativamente…

via Il fallimento di un’identità — Le parole e le cose

Distrarre l’attenzione

La penso così

il ricciocorno schiattoso

Il giorno dopo che l’articolo de la Stampa sullo stupro a Melito di Porto Salvo aveva puntato il dito contro quei concittadini schierati con i responsabili di aver costretto una ragazzina di soli 13 anni a subire ripetutamente rapporti sessuali con loro

«Se l’è cercata!». «Ci dispiace per la famiglia [non per la vittima, solo per la sua famiglia], ma non doveva mettersi in quella situazione». «Sapevamo che era una ragazza un po’ movimentata» «Una che non sa stare al posto suo», «Purtroppo corre voce che questo non sia un caso isolato. C’è molta prostituzione in paese» [non è una vittima di stupro, è una prostituta] «Sono vicina alle famiglie dei figli maschi [auguri e figli maschi a tutte]. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare». )

c’è un gran bisogno di deviare l’attenzione dei lettori dalla responsabilità in capo al…

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Gabriel “TTIP fallito”. Stop TTIP Italia: “importante risultato, ma occhi aperti”

E’ molto tempo che non scrivo niente. Anche questo non l’ho scritto io. Da leggere.

Stop TTIP Italia

“Il TTIP è fallito”: così il Ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel
Stop TTIP Italia: “importante risultato, ma non abbassiamo la guardia. E prossimo Consiglio Europeo di Bratislava metta la parola fine su TTIP e CETA”

C’è voluta la dichiarazione del vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, per mettere la parola fine ai negoziati sul TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, di cui si è concluso nel luglio scorso a Bruxelles il 14° round negoziale.
In un’intervista alla rete ZDF Gabriel ha dichiarato che i negoziati sul TTIP sono «di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane». Un colpo pesante a quei Paesi membri, Italia in testa, che del Trattato Transatlantico era sostenitori in prima persona.
“Una dichiarazione importante perché fa proprie le preoccupazioni della società civile europea e statunitense” dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna…

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