esercizi di stile

Il mio contributo ai novantanove di Queneau.

Che palle, a quest’ora la S. è sempre piena. Non ce la faccio più, mi devo sedere. Ma, dove? Sto in piedi per scommessa e questi imbecilli mi spingono in continuazione. E questo, ora, che guarda? “Cazzo guardi?”, “Niente, niente”, mi dice, ma so che osserva il cappello. “ E basta spingere!”, dico poi, non so nemmeno a chi. Ma sono talmente stanco. Ecco, finalmente la grassona è scesa, il suo posto non me lo toglie nessuno. C’è Fernand che mi aspetta alla Gare Saint-Lazzare. Forse me ne vado dritto a casa. Forse no.”Ehi, Jean – mi fa, appena mi vede. – Ma sai che a quel soprabito gli manca un bottone?” Era meglio se andavo dritto a casa.

Il tipo col cappello floscio, appeso ad una maniglia sul tram della linea S. pieno come un uovo, ha molto da farsi perdonare. Sporge il suo lungo collo da impiccato sopra le spalle di quelli che gli stanno appiccicati. Si guarda intorno con occhiate veloci ma precise, scruta, valuta. Cerca di farsi urtare e poi se ne lamenta; non una ma due, tre volte. Qualcuno lo ha già mandato a farsi benedire. Così facendo, distoglie l’attenzione e si fa un bel gruzzoletto. “Ti piace il mio soprabito nuovo?”, chiede a Fernand, il suo compare. Alla Gare Saint – Lazzare si incontrano una volta al giorno, per spartirsi il bottino. “Sì, ma ci starebbe meglio un altro bottone, proprio qui, alla sciancratura”.

 

Le 16.30 è un’ora di punta per la linea S. Tra i molti passeggeri stipati dentro la vettura spicca un ragazzo di circa ventisei anni, in testa un cappello floscio con una cordicella al posto del nastro e un collo molto lungo. “Ogni volta che passa qualcuno lei mi urta”, dice al vicino, alzando la voce.”Mi sta facendo arrabbiare”. Dopo pochi secondi si libera un posto e lui, veloce, si siede. Alle ore 18.30 circa il ragazzo sta conversando, alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare, con un altro giovane che gli sta suggerendo di far aggiungere un bottone al soprabito, vicino alla sciancratura, spiegandogliene i motivi.

Qualcun’altro vuole provare? Nei commenti?

 

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Autore: melaniaceccarelli

Ho compiuto cinquant'anni qualche mese fa e non è stata una bella sensazione. Dal momento che il tempo passa comunque, cerchiamo di imparare qualcosa. Non ho sempre voluto scrivere. Mi sembra importante dirlo subito perché forse questo fa di me una aspirante scrittrice un po' anomala ed è bene essere sinceri, se si apre un blog. Ho fatto un sacco di cose, fino ad ora, compresi sette traslochi nella mia vita, fino ad ora, cosa che implica che, a questo punto, io non abbia più paura di niente. Ho scritto un libro sulla mia esperienza in Brasile, dal titolo Un figlio in prestito. E' un romanzo, non racconta niente di epico o di particolarmente coraggioso. E' solo un romanzo.

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