Le ferie dell’angelo custode

Aspettavo il treno delle 11.00, un eurostar per andare a Roma a una riunione che, da quel poco che sapevo, doveva essere piuttosto impegnativa. Andavo perché avevo così tanto rotto le scatole al mio capo, stressandolo che ero competente e volevo essere messa alla prova, che non avevo potuto dire di no quando lui, tre giorni prima mi aveva convocato per dirmi:
– Allora Serena, c’è questa opportunità. Vai tu alla riunione?- E di fronte alla mia faccia dubbiosa aveva aggiunto: – Bè? Ma, non fremevi, non ardeva il sacro fuoco della progettazione strutturale nelle tue vene? –
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