Le 27 cose che mi piacciono davvero

1. Il teatro, ma soprattutto andare nei piccoli teatri di provincia a vedere compagnie di avanguardia.
2. Leggere il giornale, da cima a fondo,a volte anche sottolineando.
3. Gli scrittori sudamericani, ma non tutti. Ad esempio non amo la Allende, poco Gioconda Belli mentre mi piace molto Marcela Serrano. I classici tutti.
4. Ragionare in termini femminili. Cioè, non penso che maschi e femmine siano uguali e cerco spesso di trovare il mio punto di vista di donna sulle cose.
5. Fare le cene con le mie amiche e parlare delle nostre cose. Le “nostre cose” spaziano dalle manifestazioni sindacali della CGIL, ai voti in pagella del figlio di Cristina.
6. La trippa con le patate.
7. Le cozze al vapore.
8. Il riso basmati.
9. Viaggiare in treno.
10. Andare a cena con gli amici soprattutto perché si parla. Per lo stesso motivo non amo molto il cinema. Al limite, da sola.
11. Lavorare sostenuta dal senso di quello che faccio.
12. Fare l’ uncinetto e i ferri.
13. Mettermi la crema profumata dopo la doccia.
14. Parlare col mio gatto Ciro. Soprattutto quando rientra in casa dopo che ha passato una notte fuori, chissà con chi.
15. Stare di fronte al camino acceso, non importa con chi.
16. Andare in piscina d’estate. Ma alla piscina che dico io, incastonata in un prato verde, circondato dagli ulivi.
17. Parlare con Nello la domenica mattina quando mi viene a trovare per discorrere di politica.
18. Vedere i miei genitori che si sorridono dopo 45 anni di matrimonio.
19. Conoscere persone nuove, come, ad esempio, attraverso questo blog.
20. Fare colazione con calma la mattina, anche alzandomi mezz’ora prima.
21. Quando guardo questa campagna che è completamente segnata dal lavoro dell’ uomo.
22. Quando in giro qualcuno si sofferma un attimo in più sul mio viso.
23. Scrivere, scrivere, scrivere.
24. Quando ho abbastanza energia.
25. Il sabato mattina, quando me ne frego dell’ ora e ciabatto in pigiama fino a mezzogiorno.
26. Vestirmi vestitino e anfibi.
27. Riccardo

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Autore: melaniaceccarelli

Ho compiuto cinquant'anni qualche mese fa e non è stata una bella sensazione. Dal momento che il tempo passa comunque, cerchiamo di imparare qualcosa. Non ho sempre voluto scrivere. Mi sembra importante dirlo subito perché forse questo fa di me una aspirante scrittrice un po' anomala ed è bene essere sinceri, se si apre un blog. Ho fatto un sacco di cose, fino ad ora, compresi sette traslochi nella mia vita, fino ad ora, cosa che implica che, a questo punto, io non abbia più paura di niente. Ho scritto un libro sulla mia esperienza in Brasile, dal titolo Un figlio in prestito. E' un romanzo, non racconta niente di epico o di particolarmente coraggioso. E' solo un romanzo.

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