Intellettuali e rappresentanza

“L’errore dell’intellettuale consiste nel credere che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed esser appassionato ( non solo del sapere in sé, ma per l’oggetto del sapere) cioè che l’intellettuale possa essere tale ( e non un puro pedante) se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo (…) non si fa politica-storia senza questa passione, cioè senza questa connessione sentimentale tra intellettuali e popolo.nazione. In assenza di tale nesso i rapporti dell’intellettuale col popolo-nazione sono o si riducono a rapporto di ordine puramente burocratico, formale; gli intellettuali diventano una casta o un sacerdozio ( così detto centralismo organico). Se il rapporto tra intellettuali e popolo-nazione, tra dirigenti e diretti – tra governanti e governati – è dato da un’adesione organica in cui i sentimento passione diventa comprensione e quindi sapere ( non meccanicamente ma in modo vivente), solo allora il rapporto è di rappresentanza. (…)”Antonio Gramsci, Il materialismo storico.

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Il male minore

hannah-arendt-political-philosopher

“La conclusione che si dovrebbe trarre da una comprensione autentica di un secolo così gravido di rischi del sommo male è la negazione radicale del concetto stesso di male minore in politica poiché, lungi dal proteggerci dai mali maggiori, i mali minori ci hanno invariabilmente condotto ai primi”.

Hannah Arendt, Archivio Arendt, a cura di Simona Forti, ed Feltrinelli, p. 45

Lo stragista che non conosco

Non voglio e non so dire niente sulla strage o tentata strage di Macerata da parte del razzista leghista. Solo che mi dispiace molto per le vittime, vorrei capire chi sono, se si salveranno.

Ho visto le foto dello stragista, non so se questa sia la parola giusta ma, certo, assassino semplice non è. Un assassino semplice è uno che tenta di ammazzare  l’immigrato nero Nome e Cognome perché ha violentato/ucciso la sorella/mamma/nonna ecc… Uno stragista ( ripeto non so se la definizione è giusta) è colui che prende di mira un intero gruppo etnico, cioè persone che non ha mai visto in vita sua, per ragioni ideologiche. Cioè come hanno fatto i vari stragisti mussulmani nelle varie città europee e sopratutto medio orientali fino ad ora.

Mi colpisce la distanza tra me, quello che penso e sono e tutto quello che mi circonda  e la foto e la vita di questo stragista. Mi colpisce il fatto che io quella gente lì nella mia quotidianità non la incontro mai, non la incontro quindi non ci parlo. Facciamo vite completamente separate, non ci scambiamo niente e io mi rinforzo nelle mie idee e lui (loro) si rinforzano nelle loro. Quindi non posso neanche mostrare a questa gente un altro modo di essere e di vedere il mondo. Dice: tanto non cambiano idea. Non so, probabilmente no, ma certo il dialogo a me sembra l’unico modo per aiutare ad approfondire le conoscenze e le convinzioni. Mi riferisco a quando uno non ha già ammazzato o tentato di ammazzare un sacco di persone, mi riferisco alla necessità di smontare il clima d’odio che i partiti di destra hanno sapientemente gonfiato.

Qualcuno dovrebbe poter parlare con questa gente, ascoltarli, capire perché sono convinti che i loro problemi derivino dagli immigrati e non dagli stipendi bassi o il lavoro che non c’è, l’assistenza domiciliare della nonna passata da 12 a 5 ore la settimana e sciocchezze del genere. Ripensandoci, comunque, per ora, in campagna elettorale, non c’è proprio niente da fare. Dopo, forse.

 

Potere e nuda vita.

ragazzina capelli rossi

(Questa foto non c’entra ma l’ho messa perché la ragazzina mi piaceva troppo)

In queste settimane sto leggendo un libro bellissimo: Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita di Giorgio Agamben. E’ del 1998 ma io so’ gnurant. La mia edizione è la Piccola Biblioteca Einaudi. In questo libro ci sono cose importantissime sul rapporto tra gli uomini ( e le donne), i loro corpi, proprio il loro corpo fisico che inizia con la nascita e il potere, il governo, le forme di governo e molte altre cose. Ci sono riflessioni fondamentali, dal mio punto di vista, per capire anche questa fase politica e questa stessa campagna elettorale

Per dire “vita” i Greci usavano due termini diversi: la zoe, il semplice fatto di vivere comune a tutti gli esseri viventi, compresi animali e dei e biòs, cioè la maniera di vivere propria di un singolo o di un gruppo. La vita semplicemente come esistenza e la vita qualificata, cosciente.

Agamben poi riporta Foucault:

” Per millenni, l’uomo è rimasto quello che era per Aristotele: un animale vivente e, inoltre, capace di esistenza politica; l’uomo moderno è un animale nella cui politica è in questione la sua vita di essere vivente”. “La soglia di modernità biologica di una società si situa nel punto in cui la specie e l’individuo in quanto semplice corpo vivente diventano la posta in gioco delle sue strategie politiche.(…) vertiginoso aumento dell’importanza della vita biologica e della salute della nazione come problema del potere sovrano…” (p.5).

“Lo sviluppo e il trionfo del capitalismo non sarebbe stato possibile, in questa prospettiva, senza il controllo disciplinare attuato dal novo bio-potere (…)” (p.6)

“(…) la politica si era già da tempo trasformata in bio politica e in cui la posta in gioco consisteva ormai soltanto nel determinare quale forma si organizzazione risultasse più efficace per assicurare la cura, il controllo e il godimento della nuda vita”. (p.134)

 

Mo’ ci siamo scocciate

Quando raccontiamo di come abbiamo preso parola, di come abbiamo trovato il nostro posto nel mondo, noi donne partiamo dalla nostra storia, dalle nostre radici e relazioni. So bene di non dire niente di nuovo ma lo ripeto volentieri, forte della conferma arrivata dai commenti al post dal titolo “Che c’è di male?Continua a leggere

Flusso di coscienza

piazza della vergognaPiazza del Municipio, Palermo

1985

Dal freddo delle acque dell’Arno, in parte gelate, con le rive fonde di neve, esce un rivolo d’acqua che scorre con difficoltà. Attraversa ostacoli bassi, cespugli e arbusti di stecchi ghiacciati che scendono verso il ventre di poliziotti assassinati, riversi sull’asfalto. Scomposti manichini osservati da occhi stupiti, per l’ennesima volta, umidi di lacrime ormai esaurite.